La Warner Bros. ha fissato la data che gli appassionati lettori devono segnare in rosso sul calendario: il 17 dicembre 2027. Quel giorno uscirà nelle sale The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, (Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum) il primo film dal vivo al cinema ambientato nella Terra di Mezzo dopo oltre un decennio. Il progetto non è solo un nuovo film, ma un vero e proprio “ritorno a casa”. Alla regia e nel ruolo di protagonista troveremo infatti Andy Serkis, l’uomo che ha dato anima e corpo a Gollum nella trilogia originale e ne Lo Hobbit. Ma non sarà solo: Peter Jackson torna in veste di produttore, affiancato dalle storiche sceneggiatrici Fran Walsh e Philippa Boyens.
Pubblicata la seconda edizione di Santi Pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien
E’ di questi giorni l’uscita della nuova edizione di Santi Pagani nella Terra di Mezzo di Tolkien, opera scritta dal socio AIST Claudio Antonio Testi. Il libro, che enuclea la famosa tesi di Testi sull’armonia tra paganesimo e cattolicesimo nel Mondo Secondario, rappresenta uno dei volumi fondamentali della produzione di studiosi italiani sull’opera di J.R.R. Tolkien. Siamo di fronte a una delle pietre miliari degli studi tolkieniani del nostro Paese e la nuova edizione sicuramente non mancherà di attirare l’attenzione di chi desideri avvicinarsi al legendarium non solo in termini riconducibili al fandom ma soprattutto per un approccio accademico all’opera di Tolkien.
Questa seconda edizione, anch’essa, come la prima, edita per la collana “Filosofia e Teologia” di ESD (Edizioni Studio Domenicano) non è una semplice ristampa ma una riedizione ampliata e presenta una postfazione ad opera di Tom Shippey (già presente nella prima edizione inglese dell’opera) e una prefazione (anch’essa presente nella prima edizione inglese) composta dalla studiosa tolkieniana di fama internazionale Verlyn Flieger e tradotta dal socio AIST Giampaolo Canzonieri della quale riportiamo di seguito il testo integrale
…Le controverse vicende del Signore degli Anelli
Esce domani in libreria J.R.R. Tolkien e Il Signore degli Anelli – le controverse vicende di un autore e di un’opera (Carocci, 16, p. 152), a cura di Arnaldo Marcone, già professore di storia romana all’università di Roma Tre. Si tratta di una raccolta di saggi divulgativi, scritti da «contributori di formazione e di cultura diverse uniti dalla comune ammirazione per lo scrittore inglese e da una intesa personale molto forte» – si legge nella premessa – ovvero «Accademici e liberi studiosi di varie parti del mondo [che] si sono virtualmente riuniti attorno a un tavolo per portare ciascuno un proprio contributo personale su uno scrittore e su una saga letteraria che negli scorsi decenni sono stati analizzati e sviscerati apparentemente in ogni modo possibile e immaginabile ma che, alla fine, riescono sempre e comunque a fornire angolazioni, punti di vista, temi freschi e intriganti».
Se bisogna essere contenti che ormai da una decina d’anni a questa parte gli accademici italiani abbiano deciso di occuparsi finalmente di Tolkien, in quanto classico del Novecento, e che lo facciano all’insegna dell’interdisciplinarità ed eterogeneità nell’approccio, occorre altresì constatare che – con rare eccezioni – a mancare all’appello in Italia sono ancora gli anglisti, gli studiosi di letteratura inglese contemporanea, i folkloristi, i filologi e i linguisti. Non meraviglia quindi che nel volume in questione non ne compaia nemmeno uno. Sia chiaro che non è certo questo il punto debole di una pubblicazione divulgativa come quella in questione, ma casomai il fatto che i saggi contenuti in questo libro non aggiungono effettivamente granché di nuovo o di originale al dibattito italiano su Tolkien, tutt’al più riassumono a grandi linee i termini in cui si è dato finora.
…Un nuovo record per il collezionismo tolkieniano
Il mondo del collezionismo tolkieniano ha un nuovo Re. Tra i volumi che trascendono il semplice valore della carta assurgendo allo status di veri e propri totem annoveriamo una copia da record del romanzo più celebre di J.R.R. Tolkien. Lo scorso 15 Dicembre a Dallas, infatti, la raccolta in tre volumi di una prima edizione de Il Signore degli Anelli è stata assegnata per la ragguardevole cifra di 250.000 dollari. Si tratta del primato d’incasso assoluto per un set non autografato dall’autore stesso, che raddoppia il precedente primato di 103.125 dollari risalente al 2021. Quest’assegnazione fa raggiungere alle opere tolkieniane il rango di blue chip dell’investimento collezionistico, rendendole tra gli oggetti più desiderati al mondo non solo per chi si dedica all’accumulo seriale ma anche per chi intende l’esborso di denaro per garantirsi l’opera come una forma di capitalizzazione.
Total War, Dawnless Days e il miracolo del mod
Il Signore degli Anelli non è solo un’opera letteraria o una trilogia cinematografica da 17 Oscar: è un vuoto pneumatico nel cuore del gaming moderno. Dopo l’uscita dell’ultimo titolo di rilievo nel 2017 (Middle-earth: Shadow of War) e la recente chiusura di Monolith Productions da parte di Warner Bros. Games, il destino della Terra di Mezzo digitale sembrava segnato. Ma dove i colossi industriali si sono fermati, è subentrata la passione. Dopo oltre un decennio di sviluppo silenzioso e privo di budget, il 12 dicembre 2025 è stato rilasciato Dawnless Days 1.0, la modifica più ambiziosa mai creata per la serie Total War.
Tolkien Studies, David Bratman lascia dopo 13 anni
Un altro storico pilastro della critica accademica tolkieniana ha deciso di fare un passo indietro. Dopo l’addio di Verlyn Flieger (avvenuto con il volume 20), è ora David Bratman ad annunciare il suo ritiro dalla co-direzione di Tolkien Studies: An Annual Scholarly Review, la prestigiosa rivista accademica pubblicata dalla West Virginia University Press. L’annuncio, arrivato attraverso il suo blog con una citazione che richiama l’addio di Bilbo Baggins alla Contea («Desidero fare un ANNUNCIO!»), segna la fine di un’epoca per una delle testate più autorevoli dedicate all’opera del Professore di Oxford.
Netflix prende tutto: Warner Bros e i film di Jackson
Netflix diventa la nuova casa per gli adattamenti di J.R.R. Tolkien dopo aver acquisito gli studi Warner Bros., responsabili dei film su Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, La Guerra dei Rohirrim e persino Caccia a Gollum. L’acquisizione, valutata circa 83 miliardi di dollari e ancora in attesa di approvazione normativa, apre uno scenario completamente nuovo per il futuro audiovisivo della Terra di Mezzo. La Paramount ha annunciato una contro-offerta da 108 milioni di dollari, ma la questione sembra comunque già fatta perché questa offerta sarebbe sicuramente contraria alla legge anti-trust Usa in quanto vedrebbe «un’unica società controllare quasi tutto ciò che gli americani guardano in TV». Lunedì pomeriggio, il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha dichiarato che avrebbe esaminato l’offerta di Paramount, ma non modificherà il suo consenso riguardo a Netflix.
Ent, Elfi ed Eriador: la visione ambientale di Tolkien
Se qualcuno cercasse un suggerimento per un regalo di Natale tolkieniano dell’ultimo minuto dovrebbe prendere in considerazione il libro di Matthew Dickerson e Jonathan Evans Ent, Elfi ed Eriador: la visione dell’ambiente nell’opera di J.R.R.Tolkien (Fede & Cultura, €23, p. 416) curato e tradotto da Paolo Nardi.
Va detto subito e senza mezzi termini: è probabilmente il saggio più politico che sia mai stato scritto sull’opera di Tolkien. Certo un’affermazione come questa potrebbe far storcere il naso a gran parte del fandom, stufa delle polemiche sull’appropriazione politica di Tolkien, sulle letture “di parte”, ecc. Ma il saggio di Dickerson e Evans non c’entra proprio niente con tutto questo. La politicità del loro approccio è tutta nella schiacciante attualità del risultato, frutto dell’analisi approfondita dell’opera, non dell’intenzione di piegare il testo a una tesi preconcetta. Se si dovesse ridurre all’osso quello che i due studiosi americani sostengono si potrebbe dire questo: nell’opera tolkieniana c’è una visione ambientalista che nasce dal creazionismo ebraico-cristiano, ovvero dall’idea che l’umanità debba essere custode del creato e non sua dominatrice e sfruttatrice.
Quando il saggio venne pubblicato per la prima volta vent’anni fa non si poteva sapere che – insieme al precedente saggio di Patrick Curry, Tolkien, mito e modernità: in difesa della Terra di Mezzo (Bompiani) – sarebbe diventato una pietra miliare delle letture ambientaliste dell’opera di Tolkien. Oggi è un classico imprescindibile della critica tolkieniana. Ma soprattutto, l’aumento generalizzato di consapevolezza in materia ambientale prodottosi in quest’ultimo ventennio rende il libro ancora più attuale e importante, perché rivela come Tolkien nella sua narrativa avesse focalizzato uno dei più grandi problemi della modernità, ovvero quello dello sviluppo infinito, dello sfruttamento indiscriminato dell’ambiente, della sua devastazione, come conseguenze di una visione meramente negativa e conflittuale – melkoriana – tra umanità e mondo. Tolkien non nega che questa conflittualità esista, e la riproduce nella Terra di Mezzo, ma mette in scena e in dialogo tra loro i diversi approcci alternativi, che sono appunto quello degli Ent, quello degli Elfi e quello degli Hobbit (nell’Eriador). Lo fa senza alcun intento precettistico, senza indicare un modello ideale, ma con l’evidente convinzione che si tratti di una questione dirimente sul piano etico, filosofico, teologico e… sì, per derivazione, anche politico. Una cosa da ricordare ogni volta che si sente un qualche professionista della politica evocare Tolkien, la grandezza della sua narrativa e dei valori che questa interpreta, e un minuto dopo tornare alle scelte di sfruttamento e devastazione ambientale di sempre.
Proponiamo qui di seguito la post-fazione all’edizione italiana del volume, scritta da Roberto Arduini, già primo presidente dell’Aist e attuale direttore dei «Quaderni di Arda».
…I Quaderni di Arda: Call for Papers 2026
Tolkien Ludens: Narrazione, Mito e Gioco nella Terra di Mezzo
A cura di Nicola Nannerini e Paolo Pizzimento
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Negli ultimi due decenni, la ricerca ha evidenziato come il Mondo Secondario di Tolkien non sia soltanto un artefatto letterario ma anche un laboratorio esemplare per la costruzione di mondi transmediali in cui logica narrativa, progettazione dei sistemi e pratiche dei giocatori convergono in giochi di carte, giochi di ruolo da tavolo e dal vivo, videogiochi e piattaforme online. Sulla scorta di quadri teorici consolidati negli studi sulla transmedialità e sui mondi immaginari, «I Quaderni di Arda» intende indagare la molteplice galassia dei giochi tolkieniani e la relazione – ora diretta, ora dialettica – che in essi si stabilisce fra fedeltà narrativa e trasformazione progettuale; intende, inoltre, riflettere su come i sistemi interattivi negozino canonicità, aspettative e partecipazione del pubblico (Wolf 2018; Freeman e Gambarato 2019).
Apre in Svizzera la Torre del Fantastico
Il 18 dicembre 2025 si inaugura a Neuchâtel, in Svizzera, La Tour du Fantastique, un nuovo spazio espositivo e culturale dedicato al fantastico, alla creatività e all’arte. La torre è gestita dalla Fondation Neuchâtel Fantastique composta dalla città e dal cantone di Neuchâtel, dal NIFFF (Neuchâtel International Fantastic Film Festival) e dall’artista John Howe.
In occasione dell’apertura viene presentata anche la mostra Voyage dans les Mondes de John Howe, che include numerose opere dedicate a J.R.R. Tolkien e alla Terra di Mezzo e sarà visitabile dal 18 dicembre 2025 al 18 ottobre 2026.
…Oxford, una collezione dal Black Pine di Tolkien
Una promessa è una promessa. Avevamo seguito fin dal 2014 e continuiamo a raccontare la storia – al tempo stesso tragica e affascinante – dell’albero più amato dallo scrittore J.R.R. Tolkien. Il leggendario Pino Nero (Pinus nigra) era cresciuto all’Oxford Botanic Garden dai primi anni del 1800 fino al 2014, quando perse tragicamente due grandi rami e dovette essere abbattuto. Questo magnifico pino era l’albero sotto cui Tolkien era solito fermarsi a leggere e riflettere nelle sue visite regolari al giardino. L’8 giugno 2021, per celebrare il 400° anniversario della fondazione dell’Orto Botanico, il re Carlo III ha poi piantato un nuovo “Pino Nero”, cresciuto da un seme dell’albero originale. Ora un nuovo tassello si aggiunge a questa storia di rinascita.
Disponibile il numero 21 di Hither Shore
A partire dal 19 novembre u.s. è disponibile il numero 21 di Hither Shore, rivista della Deutsche Tolkien Gesellschaft (DTG), ossia la Società Tolkieniana Tedesca. La pubblicazione può essere ordinata su amazon.de, cui rimanda direttamente il link presente sulla pagina di annuncio nel sito della DTG (ma per eventuali italiani interessati è ordinabile anche su amazon.it).
Saggi AIST: Robert T. Tally e gli Orchi
Citando (scherzosamente ma rispettosamente) René Magritte, potremmo iniziare la presentazione del Saggio AIST di questo mese con Ceci n’est pas un article (“questo non è un saggio”). Perché, come la pipa di Magritte, non lo è pur essendolo? Perché, essendo partiti dall’intenzione di pubblicare il saggio “Let Us Now Praise Famous Orcs: Simple Humanity in Tolkien’s Inhuman Creatures”, pubblicato su Mythlore Volume 29, 1 #3, Fall/Winter 2010, ci è stata offerta direttamente da Robert Tally la possibilità di pubblicarne un’edizione riveduta, ampliata, molto più recente e non disponibile online. Quello
che presentiamo è infatti il Capitolo VI del volume Representing Middle-earth: Tolkien, Form, and Ideology (McFarland 2023), dal titolo, solo leggermente diverso, “Let Us Now Praise Famous Orcs: Simple Humanity in Middle-earth’s Inhuman Creatures”.
L’adattamento musicale de Lo Hobbit
Dopo Epic Scenes for the Silmarillion e Musical Chapters from the Lord of the Rings, di cui abbiamo parlato rispettivamente qui e qui, arriverà nel corso del 2026 l’adattamento operistico del compositore inglese Paul Corfield Godfrey dedicato a Lo Hobbit ovvero Musical Chapters from the Hobbit.
L’opera originale dedicata allo Hobbit è stata composta in realtà più di 50 anni fa, prima del lavoro dedicato al Silmarillion. Per l’occasione è stata rivista e adattata per essere inserita all’interno del ciclo musicale completo dedicato da Paul Corfield Godfrey al professore di Oxford.
…Intervista a R. Scott Bakker
Circa un anno fa è finalmente approdata nelle nostre librerie una saga ben conosciuta all’estero: ‘La Seconda Apocalisse’, a firma di Richard Scott Bakker, di cui Mondadori ha pubblicato in un unico volume la prima trilogia (Il principe di Nulla).
La storia, ambientata in una terra immaginaria chiamata Eärwa, dall’atmosfera vagamente bizantina e medio orientale, ha come filo conduttore una Guerra Santa scatenata per la riconquista della città sacra di Shimeh. Durante il conflitto si intrecciano i percorsi di personaggi come Kellhus, un monaco misterioso dotato di percezione e intelligenza sovraumane, il tormentato barbaro Cnaiür, e poi Achamian, uno stregone, la sua donna Esmenet, scaltra prostituta alla ricerca di riscatto sociale, e molti altri. Sullo sfondo aleggia una minaccia più grande di qualunque intrigo umano, il ritorno di un’entità malefica, il Non-Dio, che già una volta millenni prima ha messo in pericolo l’esistenza stessa del mondo.
Uno scarno riassunto come questo non rende tuttavia ragione alla ricchezza e alla qualità di questi romanzi, che rientrano nella speculative fiction, sfoggiando però una originalità espressiva e di contenuti che li affranca dagli stereotipi del genere… e come tolkieniani noi tutti sappiamo bene che ciò può accadere, ma non è così frequente.
Quindi ho deciso di essere breve, perché preferisco lasciar parlare il suo autore, da me contattato sull’onda della genuina meraviglia che questi libri mi hanno ispirato e che, dopo decenni passati a vagabondare in mondi fantastici letterari, non credevo che avrei più provato.
Richard Scott Bakker, canadese dell’Ontario, ha compiuto studi letterari ma ha competenze e pubblicazioni che spaziano dalla filosofia alle neuroscienze; più volte è stato nominato ai Locus Awards e, con i romanzi della Seconda Apocalisse, dall’inizio degli anni 2000 è diventato un punto di riferimento nel genere grimdark, anche se l’impronta filosofica e psicologica della sua narrazione ne rende difficile l’incasellamento. Bakker ha dichiarato più volte che tra gli autori che lo hanno maggiormente ispirato c’è proprio J.R.R. Tolkien e ha gentilmente acconsentito a rilasciare questa intervista, per la quale lo ringraziamo e che siamo felicissimi di pubblicare in esclusiva per l’AIST
(English version available here).
…Nuovo numero e nuova serie editoriale per «I Quaderni di Arda»
Esce oggi il nuovo numero de «I Quaderni di Arda», che inaugura una rinnovata serie editoriale e una nuova numerazione. A partire da questa uscita, la rivista entra a far parte del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università di Messina e allinea la propria produzione scientifica ai principi dell’open access, rendendo i contenuti liberamente fruibili e valorizzando la diffusione della ricerca. È un evento che corona un percorso iniziato vent’anni fa, con la nascita dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani e della collana Tolkien e dintorni delle Edizioni Marietti, proseguendo con la nascita dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani e della Tana del Drago di Dozza (BO), nonché con la pubblicazione dei primi quattro numero cartacei de «I Quaderni di Arda» (Eterea Edizioni), nei quali sono stati pubblicati gli atti dei convegni organizzati all’Università di Trento e il frutto del Gruppo di Studi legato all’AIST. Il 2025 è una data storica, quella in cui nasce la prima rivista accademica italiana dedicata a J.R.R. Tolkien. La nuova serie de «I Quaderni di Arda» si apre con un numero monografico dal titolo Tolkien oltre Tolkien: eredi ed eretici, a cura di Wu Ming 4, Roberto Arduini e Paolo Pizzimento. Un inizio programmatico, che invita a varcare le soglie dell’interpretazione canonica per esplorare le molteplici traiettorie di eredità, riscrittura e dissenso nate dall’opera tolkieniana.
Magic: un’espansione per Lo Hobbit
Una grande novità è stata presentata nel contesto del MagicCon 2025 svoltosi ad Atlanta l’ultimo weekend di Settembre: avremo un’espansione di Magic: The Gathering, il più famoso gioco al mondo di carte collezionabili, dedicata a Lo Hobbit. Questa release, che farà parte della linea di prodotti Universes Beyond, segue il successo commerciale del set “Il Signore degli Anelli: Racconti della Terra di Mezzo” (del quale abbiamo parlato in una serie di articoli i cui link trovate a fondo articolo), uscito originariamente il 23 Giugno 2023.
Saggi AIST: Reid risponde a Williams
Nel mese di settembre avevamo pubblicato il saggio di Verlyn Flieger dal titolo “L’arco e la chiave di volta” (lo trovate qui); nel mese di ottobre abbiamo poi pubblicato la “risposta” di Donald T. Williams al saggio di Flieger (la trovate qui), nella quale lo studioso proponeva un punto di vista diverso sullo stesso argomento, incentrato sull’elemento religioso che Tolkien aveva definito come «insito nella storia». Concludiamo ora la “conversazione” a distanza con la “controrisposta” di Robin A. Reid, tradotta dal socio AIST Paolo Pizzimento, nella quale la studiosa non risparmia critiche al saggio di Williams.
Amazon cancella l’MMO sul Signore degli Anelli
Amazon Games ha cancellato il suo MMORPG dedicato al mondo de Il Signore degli Anelli. La notizia è appena stata ufficializzata anche se le prime indiscrezioni risalgono allo scorso 29 ottobre, quando Ashleigh Amrine, fino ad allora senior gameplay engineer, ha dichiarato in un post su LinkedIn:
…“Questa mattina sono stata fra le persone coinvolte dai licenziamenti di Amazon Games, insieme agli incredibilmente talentuosi colleghi di New World e del nostro nascente gioco sul Signore degli Anelli (vi sarebbe piaciuto tantissimo).”
Giochi da tavolo, 4 novità sulla Terra di Mezzo
Il mondo dell’intrattenimento non finisce mai di produrre occasioni per un viaggio nella Terra di Mezzo e, in vista delle festività invernali e dei tanti regali che ci aspettano sotto l’albero o nella calza della Befana, ecco uscire non uno, non due, ma ben tre novità per quanto riguarda i giochi da tavolo! Ne avevamo già scritto qui. In realtà, ne sarebbero stati annunciati anche altri, ma se ne parlerà al momento dell’uscita. Per ora, concentriamoci su quelli già in distribuzione e acquistabili nei negozi e negli store digitali.
L’AIST a Trieste
Nel mese di novembre, a Trieste – la città che ospita la mostra “Tolkien: uomo, professore autore” –, si terranno ben cinque incontri pubblici con altrettanti soci dell’AIST, quattro dei quali fanno parte del programma correlato alla mostra stessa.
Tolkien and the Mystery of Literary Creation. La Recensione
Lo scorso 3 Luglio 2025 è stato pubblicato per la Cambridge University Press il saggio di Giuseppe Pezzini Tolkien and the Mystery of Literary Creation. Pezzini è Fellow e Tutor presso il Corpus Christi College di Oxford e Professore Associato di Lingua e Letteratura Latina all’Università di Oxford. Classicista di formazione, ha pubblicato ampiamente sulla lingua e letteratura latina, sulla commedia romana, sulla filosofia antica del linguaggio e sulla teoria della narrativa, antica e moderna. Con ulteriori interessi nella critica testuale e nelle discipline umanistiche digitali, è anche un importante studioso tolkieniano; ha ricevuto nel 2021 il Philip Leverhulme Prize ed è attualmente Tolkien Editor per il Journal of Inklings Studies.
Di seguito pubblichiamo la recensione del saggio di Giuseppe Pezzini redatta da Claudio Antonio Testi, saggista e socio AIST.
…Saggi AIST: Williams risponde a Flieger
A volte succede che un saggio pubblicato da uno studioso susciti la reazione di altri studiosi interessati allo stesso argomento. Questo può tradursi in dibattiti pubblici vis à vis in occasione di meeting o convegni o, come in questo caso, nella produzione di un secondo saggio concepito per rispondere al primo. Nel mese di settembre abbiamo pubblicato il saggio di Verlyn Flieger dal titolo “L’arco e la chiave di volta” (lo trovate qui), nel quale la studiosa statunitense si concentrava sulla personalità del Professore, nella quale trovava, motivandole, delle profonde “contraddizioni”, sostenendo che proprio queste sarebbero state il terreno fertile alla base della sua produzione accademica e letteraria. Ebbene, il Saggio AIST che vi proponiamo questo mese è stato scritto da Donald T. Williams proprio in risposta a quello di Flieger, dal quale lo studioso prende spunto per proporre un punto di vista diverso.
LOTRO, bonus da 300 dollari fino al 3 novembre
Standing Stone Games ha lanciato una promozione significativa per ringraziare la community del videogioco Il Signore degli Anelli Online (LOTRO) offrendo un buono sconto per missioni gratuite. Questa iniziativa è stata descritta ufficialmente come un gesto di gratitudine verso chi gioca, ma la portata dell’offerta è tale che molti utenti su Reddit stimano il valore “di mercato” dei contenuti sbloccati come equivalente a circa 250-300 dollari, se acquistati singolarmente.
The Hobbit Graphic Novel (Revised and Expanded), la Recensione
Poco meno di un anno fa abbiamo riportato la notizia (qui) che David Thorne Wenzel era al lavoro su una versione rivista ed estesa dell’adattamento a fumetti de Lo Hobbit. Lo scorso 11 settembre questa nuova versione, pubblicata in lingua inglese per i tipi di HarperCollins con il titolo The Hobbit. A Graphic Novel – Revised and Expanded [ISBN: 9780008694401], è finalmente giunta sugli scaffali delle librerie.
Il 15 Ottobre è uscita anche in italia una nuova edizione, per la prima volta anche in digitale, de Lo Hobbit a fumetti. Per l’occasione il titolo è stato cambiato da Bompiani in Lo Hobbit. Graphic Novel [ISBN: 9788830153806]. Curiosamente, però, la nuova edizione italiana non adotta le nuove tavole di Wenzel, ma risulta essere la traduzione italiana del fumetto originale del 1989.
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