Scoperta una nuova poesia di C.S. Lewis

J.R.R. Tolkien e C.S. LewisLa ricerca sulle fonti d’archivio riserva ancora molte sorprese che possono contribuire a una migliore conoscenza degli Inklings e del loro mondo fatto di libri, relazioni personali e raffinati giochi letterari. Nei primi mesi di quest’anno, infatti, è stata portata alla luce una poesia finora sconosciuta di C.S. Lewis che si trovava all’interno del ms. 1952/2/17 della Collezione Tolkien-Gordon, un fondo acquisito nel 2014 dall’Università di Leeds e oggi conservato presso la biblioteca dell’ateneo inglese. L’autore della scoperta è Andoni Cossio, giovane ricercatore presso l’Università dei Paesi Baschi e l’Università di Glasgow. Lewis poemLa poesia di Lewis, che riporta il titolo in Old English Mód Þrýþe Ne Wæg ed è firmata sotto lo pseudonimo di Nat Whilk, consta di 12 versi nei quali l’autore rievoca lo stile poetico del metro allitterativo comune alle prime opere letterarie delle lingue germaniche, con un particolare riferimento al Beowulf, dal quale è tratto lo stesso titolo. In essa, Lewis ringrazia i coniugi Eric Valentine Gordon (1896–1938) e Ida Lilian Gordon (1907–2002) per l’ospitalità ricevuta presso la loro casa a Manchester.

Una straordinaria scoperta (1)

poesia CS LewisSarah Prescott, archivista delle collezioni speciali dell’Università di Leeds, ha dichiarato: «La Collezione Tolkien-Gordon è un’acquisizione relativamente recente per la Biblioteca universitaria e ha colmato una lacuna nel nostro patrimonio sul periodo trascorso da Tolkien a Leeds, un argomento di perenne interesse per i ricercatori. Essa fornisce una visione approfondita del lavoro di sviluppo di Tolkien e dell’impatto che le relazioni durature formate all’Università avrebbero avuto su di lui. Ha inoltre consentito ai ricercatori di esplorare il ruolo di E.V. Gordon e della moglie Ida, sia come amici di Tolkien, sia come importanti studiosi a pieno titolo. Questa entusiasmante scoperta del dottor Cossio fa davvero rivivere il valore di questo periodo a Leeds: siamo molto entusiasti di poter affermare che abbiamo anche una poesia originale di C.S. Lewis nelle nostre collezioni! Non vediamo l’ora di accogliere più persone nelle Collezioni speciali per studiare la Collezione e vedere quali ulteriori approfondimenti si possono trovare».
«Nel momento in cui ho letto per la prima volta il manoscritto», ha dichiarato Cossio, «sono rimasto estasiato dal suo contenuto. Aveva tutto ciò che potevo desiderare: dettagli biografici, inglese antico, metro allitterativo e la migliore scrittura di Lewis. La cosa che mi piace di più di questa poesia è che apre una piccola porta su quel mondo. È apparso subito evidente che essa era passata del tutto inosservata da quando il suo proprietario privato l’aveva trasferita all’Università di Leeds nel 2014. Per scoprire i segreti della poesia, avrei dovuto fare io stesso le ricerche». E così ha fatto, documentando la scoperta in un denso saggio (2) che, con un’acribia filologica purtroppo ancora rara per gli studi tolkieniani, ha offerto un’edizione critica della poesia, una probabile datazione e un’interpretazione convincente.

Tolkien, Lewis e i Gordon

Lewis poemLa poesia di Lewis è scritta con pennino e inchiostro nero su un foglio di carta di 17,7 x 11,2 cm con il logo “Magdalen College, Oxford” stampato sull’angolo in alto a destra. La busta originale non è stata conservata, quindi non si hanno prove dirette della data di invio. Al testo è però acclusa una nota adesiva della precedente proprietaria, Bridget MacKenzie (figlia di E.V. e Ida Gordon) che recita: “Un altro insolito ringraziamento da parte di J.R.R.T. CS Lewis”, che parrebbe dimostrare un’iniziale incertezza della donna sull’autore della poesia.
È ampiamento noto dalle varie ricostruzioni biografiche che Tolkien conobbe E.V. Gordon a Leeds negli anni Venti. In questo periodo, i due collaborarono all’edizione del Sir Gawain (1925) e fecero parte del Viking Club. Nel 1927, Gordon pubblicò An introduction to Old Norse e quattro anni dopo divenne Smith Professor di Lingua Inglese e Filologia Germanica all’Università di Manchester, dove la sua ricerca si focalizzò sull’Old English e il Middle English. Dopo la sua morte improvvisa nel 1938, la moglie Ida – che aveva preso un dottorato in Filologia a Leeds – assunse molti dei suoi incarichi di insegnamento, terminando e pubblicando molte delle sue opere ancora inedite, prima di ritirarsi nel 1968. Carpenter racconta che, tra il 1932 e il 1933, Tolkien e Lewis lavorarono a stretto contatto con Gordon (3). Entrambi, inoltre, dovettero soggiornare dal collega nel 1935: ne rimane traccia in una poesia epistolare inedita di Tolkien che, proprio come Mód Þrýþe Ne Wæg, ringrazia i Gordon per il piacevole soggiorno presso la loro casa. Questa poesia è datata al 26 giugno 1935 e, poiché nei suoi versi iniziali suggerisce che i Gordon avevano ospitato anche Lewis qualche tempo prima e palesa la speranza che i versi di ringraziamento dell’amico abbiano già raggiunto la coppia, contribuisce a datare Mód Þrýþe Ne Wæg al medesimo anno. Del resto, anche l’impeccabile schema metrico della poesia punta verso il 1935, l’anno in cui Lewis pubblicò il suo fondamentale saggio teorico A Metrical Suggestion (4). Il metro allitterativo, di cui l’autore tratta, prevede che ogni verso si divida in due semi-versi o emistichi (solitamente denominati a e b), contenenti ciascuno due accenti e divisi da una cesura o pausa marcata. Nello schema “classico”, i due accenti di a e il primo di b allitterano, mentre il secondo accento di b è libero. Mód Þrýþe Ne Wæg osserva alla lettera i principi metrici enunciati in A Metrical Suggestion; quindi, la si potrebbe considerare come la messa in pratica di quanto formulato teoricamente da Lewis in quegli anni.

Echi del Beowulf

Queen Hydg pouring wineCome si è detto, la poesia di Lewis presenta più di un richiamo al grande poema anglosassone, oggetto di studio appassionato da parte dell’autore (oltreché, naturalmente di Tolkien). D’altro canto, anche lo pseudonomo Nat Whilk con cui Lewis si firma nel v. 11 è, secondo la convincente ricostruzione di Cossio, una versione modernizzata dell’Old English nāt-hwylc, un pronome indefinito (“qualcuno”) che qui vale per “anonimo”. Più difficile è, invece, ricostruire il significato ed il valore del titolo e del nome Þrýþ al v. 2, che fanno riferimento a una vera e propria crux che ha afflitto i molti filologi cimentatisi sul testo del Beowulf. Com’è noto, già da studente Lewis aveva letto con grande entusiasmo il poema (sebbene solo in traduzione); anni più tardi, quando già lavorava come tutor didattico a Oxford, la sua conoscenza dell’opera si era tanto approfondita da renderlo il principale promotore e animatore delle serate “Birra e Beowulf” rivolte agli studenti del Magdalen College. Il titolo della poesia è un chiaro riferimento ad alcuni versi del poema che si riferiscono a Hygd, figlia di Hæreth e moglie del re dei Geati Hygelac, sulla quale occorre spendere qualche parola. Dopo aver sconfitto Grendel e sua madre, Beowulf lascia Heorot e prende parte, insieme ai suoi uomini, ad una scorreria contro i Franchi guidata da re Hygelac; questi, però, cade in battaglia, così l’eroe fa ritorno a Götaland, ove è accolto con ogni cortesia dalla bella e saggia Hygd, la quale addirittura gli offre il trono, considerando il figlio Heardred troppo inesperto per difendere il regno. Beowulf, tuttavia, parla a favore del giovane e convince la regina a proclamare quest’ultimo re dei Geati.
Proprio nei versi che elogiano le virtù e l’ospitalità di Hygd, si legge d’improvviso: «Mód þrýðo wæg / fremu folces cwén, | firen’ ondrysne» (1931b-1932). I critici sono stati a lungo indecisi – lo sono ancor oggi, a dire il vero – se leggere il «Mód þrýðo» del manoscritto come due parole separate o come una sola, «Módþrýðo», e se in questo caso attribuire al termine il valore di un nome proprio. L’interpretazione corrente vuole che il poema faccia riferimento a una regina che, per i suoi comportamenti terribili, è posta in contrapposizione con la saggia sposa di Hygelac (ad esempio, la traduzione italiana curata da Ludovica Koch per Einaudi nel 1987, recita: «invece un’altra superba | regina della nazione, / Módþrýð, aveva commesso | crimini raccapriccianti») (5).  Si tratterebbe, dunque, di una lode per contrasto tutt’altro che assente nello stile poetico del Beowulf. Nella sua traduzione del poema, però, Tolkien difese una lezione alternativa, «mód Þrýðo [ne] wæg» («non dimostrava [Hygd] il temperamento feroce di Thryth», «The fierce mood of Thryth she did not show»), in realtà già proposta da Levin L. Schücking nella sua edizione critica del 1905 ma assai contrastata dagli altri editori. Tolkien giustifica la sua scelta spiegando: «La frase mód Þrýðo wæg ci fa però dire: “Hygd era buona; ella mostrò il carattere di Þrýðe, buona regina, la sua crudele malvagità.” Ma questo è proprio l’opposto della volontà di creare un contrasto. Siamo pertanto condotti a credere che ne sia caduto” (6). Occorrerebbe notare, en passant, come la prassi filologica di Tolkien non fosse ciecamente asservita alla “facies originale” e alla sua ricostruzione (andrà ricordato che Beowulf è tramandato da un unico manoscritto, il Cotton Vitellius A. xv o Codice Nowell, e che quindi non è possibile alcun raffronto con altri testimoni) ma si mostrasse disponibile a intervenire sul testo laddove questo lo richiedesse da un punto di vista narrativo e poetico. Un atteggiamento che centra l’attenzione «nella considerazione del Beowulf in quanto poema, con un intimo significato poetico» (7).
Non è il caso di addentrarci in questioni filologiche. Ciò che sembra evidente è che Lewis segue l’interpretazione di Tolkien, tant’è che inserisce nel titolo della sua poesia la negazione mancante ne da lui supposta. I versi chiariscono le motivazioni della sua scelta: la sua ospite, Ida Gordon, è simile a Hygd (si noti l’assonanza tra i due nomi) e proprio come la regina dei Geati è ospitale, saggia e amabile tant’è che il suo cuore «knows not / The temper of Þrýþ». Per Tolkien, Lewis e la loro cerchia, la poesia era un modo per esplorare il comune amore per il linguaggio. Mód Þrýþe Ne Wæg offre un’ulteriore riprova dei raffinati e dottissimi giochi letterari che questi accademici amanti dell’antichità e della tradizione erano soliti scambiarsi.

Il testo della poesia

È finalmente venuto il momento di leggere la poesia di Lewis, nella trascrizione dell’originale inglese eseguita da Cossio e in una traduzione italiana che tenta, per quanto possibile, di riproporne lo schema e le allitterazioni:

Hail oh hostess, whose heart knows not
The temper of Þrýþ. Talk was kindly,
Whetted with whiskey. The white blanket,
Winter’s wearing, worked about us
Till the house was hush’d, the hearth brighter,
And bed-time better. In billowy nest
The stranger stretched _ stove beside him _
Bless’d, blanket-warm, blithely slumbered
Thro’ noiseless night. Noble weaver
of people’s peace, your poor servant,
Nat Whilk by name, on knee bended
gives you grammercy for guest-frendship.

O ospite, salve,     dal cuore che ignora
di Þrýþ l’aspra tempra.     Gentil fu il parlare,
dal whisky aguzzato.     La bianca coperta,
d’inverno la veste,     intorno ci avvolse
la casa fe’ muta,     più vivo fu il fuoco,
migliore il dormire.     Nel turgido nido
s’adagiò l’estraneo     – la stufa d’accanto –
tepor di coperta,     il sonno lo colse
per notte silente.     Nobil tessitrice
della pace altrui,    il tuo servitore,
Nat Whilk il suo nome,     piegato in ginocchio,
suo grazie ti rende     per l’ospitalità (8).

 

(1) Desidero ringraziare di cuore il dr. Andoni Cossio per avermi messo a disposizione il suo studio sulla poesia di Lewis.
(2) A. Cossio, The Unpublished ‘Mód Þrýþe Ne Wæg’ by C.S. Lewis: A Critical Edition, in «Journal of Inklings Studies» 14,1, 2024, pp. 62-68.
(3) Si vedano H. Carpenter, Gli Inklings: Clive S. Lewis, John R. R. Tolkien, Charles Williams e i loro amici, tr. it. di M.E. Ruggerini, Genova-Milano, Marietti 1820, 2011 (ed. or. The Inklings: CS Lewis, JRR Tolkien, Charles Williams and their Friends, 1978); D.A. Anderson, “An industrious little devil”: E.V. Gordon as friend and collaborator with Tolkien, in Jane Chance (ed.), Tolkien the Medievalist, London, Routledge, 2003, pp. 15-25; C. Scull, W.G. Hammond, The J.R.R. Tolkien Companion and Guide: Reader’s Guide, Part I, London, HarperCollins, 2017.
(4) C.S. Lewis, A Metrical Suggestion, in «Lysistrata», 2, 1935, pp. 13–24, poi ripubblicato come The Alliterative Metre in Rehabilitations and Other Essays, Oxford, Oxford University Press, 1939, pp. 117-132.
(5) R.D. Fulk, R.E. Bjork, J.D. Niles (eds.), Klaeber’s Beowulf and the Fight at Finnsburg, Toronto, University of Toronto Press, 2008, p. 65.
(6) J.R.R. Tolkien, Beowulf con Racconto meraviglioso, a cura di C. Tolkien, trad. it. di L. Manini, Milano, Bompiani, 2019 (ed. or. Beowulf. A Translation and Commentary together with Sellic Spell, 2014) p. 432.
(7) J.R.R. Tolkien, Il Medioevo e il fantastico, a cura di C. Tolkien, trad. it. di C. Donà, Milano, Bompiani, 2003 (ed. or. The Monsters and the Critics and Other Essays, 1983) p. 432.
(8) Ringrazio Giampaolo Canzonieri, che ha offerto un impagabile supporto per la traduzione del testo.

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